Libri che parlano di LIBRI: CHARING CROSS e LA LETTRICE

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Per la serie libri che parlano di libri vi vorrei consigliare una chicca, un libercolo che nasconde una storia di culto.

84 CHARING CROSS ROAD (Helene Hanff)

L’ho trovato per caso in un angolino della biblioteca della mia città anni fa. Stavo aspettando un’amica e vedendo quanto era sottile ho pensato che potesse essere una piacevole storiella da consumare nell’attesa. Quel giorno lo lessi d’un fiato, la mia amica arrivò, e dovette a sua volta attendere che terminassi io, sfogliando qualche rivista nel settore edicola.

Uscimmo e la trascinai nella libreria lì a fianco lo trovai lo feci mio. E’ una storia d’amore e una potente storia d’amicizia.

Helene Hanff è una curiosa signora americana, vive a New York in un bugigattolo, un mini monolocale. E’ una scrittrice senza troppi quattrini e ha la passione per i libri antichi, quelli fatti ancora con la carta pergamena, ingialliti e che odorano di storia.

Le librerie americane le risultano sfornite, ed è impossibile per lei venire in possesso dei rari volumi che le interessano,per cui si mette in contatto con Marks and Co. Booksellers, la libreria antiquaria di Londra, e precisamente con Frank Doel, il commesso incaricato a servirla. Prende il via un fitto scambio epistolare, e una sincera e affettuosa amicizia.

E’ un libro che si fa strada a testa bassa, una dimensione ridotta, caratteri non troppo evidenti, una rilegatura semplice.

E’ dimesso. Ma è un testo che credo tutti gli appassionati lettori debbano almeno leggere. Questo è il caso di dire l’abito non fa il monaco come la copertina non fa la storia .

Ne è stato tratto un film, devo dire molto fedele, molto ben fatto e curato, molto apprezzabile. (se non lo avete mai visto lo potete trovare in streaming a questo indirizzo)

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LA LETTRICE (Annie Francois)

Io penso che qualche frase direttamente dal libro possa benissimo descrivere che tipo di lettura si tratta

“Fin dall’infanzia, la mia prima azione autonoma e’ quella di affondare il naso in mezzo al libro aperto” oppure ” senza essere feticista non riesco a fare l’orecchia alle pagine. E tuttavia non so decidermi ad usare un segnalibro, da qui l’abitudine di aprire brutalmente i libri (almeno quelli che mi prestano), romperne il dorso, posarli ad accento circonflesso.”

Vi dice qualcosa? Vi ritrovate in lei? io MOLTISSIMO.

Per questo quando su Anobii una ragazza lo ha consigliato sono corsa a comprarlo (perchè come la Francois dice non è per tirarsela, per fare i ricchi, ma proprio leggere un libro della biblioteca che non posso portarmi a casa non mi va giu).

Consideratela come una lettura a specchio sui feticci di noi lettori, parla della storia di una lettrice, come tanti, come tutti, un pò come me e come voi. Probabilmente se lo avesse scritto al giorno d’oggi avrebbe aggiunto l’abitudine di girovagare per siti come Anobii o blog letterari 🙂

Lascio leggere a voi, e scoprire

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