Amy Bratley

AMORE,ZUCCHERO E CANNELLA (Amy Bratley)

Amy Bratley

L’ho divorato in 2 giorni… Sentendomi un’adolescente in preda a crisi d’identità.
L’ho comprato in un attimo di acquisto librario compulsivo, per il prezzo e per la trama.

Juliet si è appena trasferita nel suo nido d’amore con il fidanzato Simon. E’ felice, appagata, entusiasta.

Non vede l’ora di diventare la perfetta donnina di casa che sua nonna Violet considerava tanto la massima espressione della vita. Ci sono ancora tantissimi scatoloni in giro per l’appartamento, ma non importa, ciò che conta è l’amore.
In meno di 24 ore dall’ingresso nella nuova casa, Juliet però scopre che Simon ha avuto una relazione con Hannah, la coinquilina della coppia nel vecchio alloggio, nonchè grande amica di Juliet. Immediata la cacciata del ragazzo così come immediata arriva la disperazione. Dovrà cavarsela da sola d’ora in poi, facendosi aiutare dal vecchio libro che la nonna le ha lasciato in eredità, un diario della perfetta casalinga. Che anche da single Juliet riesca ad amare un appartamento diventato così ostile? Che riesca a ritrovare la gioia di un nido, la gioia di amare. Che riesca a risollevarsi e a dare un senso nuovo alla sua vita? Non è semplice soprattutto se hai un passato familiare problematico, e se proprio quel libro che ti è così caro custodisce un segreto sconvolgente che di lì a poco sarà svelato.

Ok lo ammetto. L’ho comprato perchè costava poco, era appena uscito e in bellavista, aveva una bella copertina, e la trama mi ricordava tanto la mia vita. (a parte per la delusione d’amore, che poi una delusione d’amore l’abbiamo avuta tutti no, quindi lasciamoci anche quella). E lo giuro al secondo capitolo volevo chiudere il libro e arrabbiarmi con me stessa per aver acquistato una ciofeca pazzesca… PERO’ non l’ho fatto, e si è rivelata una lettura piacevole e coinvolgente.

Dunque partiamo dal principio.
Lo stile è quello che inizialmente mi ha sconvolto maggiormente. Molti dialoghi, registro colloquiale forse troppo, però fresco. Ho dovuto abituarmici perchè quando finisci di leggere un libro con uno stile e ne leggi subito di seguito un altro con uno stile opposto, uno dei due ti sembrerà irrimediabilmente m***a.
E così è stato con Amore, zucchero e cannella. Quando poi ti assesti, la narrazione ti coinvolge. Non è che il titolo centri molto con il resto se non per qualche rimando durante la storia. A parte questo è un libro che rileggerei… Non è assolutamente a livello di altre storie più geniali, però ha il pregio di dare uno scorcio sulla mente femminile, fa sorridere perchè è molto facile ritrovarsi nei panni di Juliet ed è anche abbastanza curioso, per quanto scontato sia il finale.
A proposito del finale, ecco secondo me è stata data poca importanza a quel segreto che il libro custodiva (chi l’ha letto capisce). E’ una parte superficiale, quasi abbozzata, più o meno stilizzata ecco. Non viene vissuta appieno come ramificazione della storia. Forse avrei tentato di svilupparla maggiormente, oppure l’avrei tolta del tutto e concentrare l’attenzione su altro.

In sostanza se lo dovessi consigliare, lo darei a chi ha voglia di passare due giornate in spensieratezza, senza libri impegnativi, e a chi vive da solo, o convive perchè per chi capisce i drammi dell’indipendenza casalinga diventa piuttosto spassoso.

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