Monika Peets - La quinta costellazione del cuore

LA QUINTA COSTELLAZIONE DEL CUORE (Monika Peetz)

Monika Peets - La quinta costellazione del cuoreLa quinta costellazione del cuore

Cinque amiche. Una vita condivisa da 15 anni. Un corso di francese.

Di motivi per chiudersi in un’aula e riprendere in mano un libro soprattutto quando gli anni della scuola sono molto lontani ce ne sono tanti:  c’è chi lo frequenta per un ipotetico futuro lavorativo, chi per passione, chi solo per scappare dalla routine quotidiana. Qualche ora a settimana in comune basta per far nascere un’amicizia di una vita? Per Judith, Caroline, Estelle, Kiki ed Eva pare proprio di sì.
Ogni martedi, dopo ore di traduzioni e per tutti gli anni che vi hanno seguito, queste ragazze hanno consolidato un rapporto di sincero affetto, di comprensione ed amicizia, che le ha trascinate l’una dentro la vita dell’altra, nonostante le loro situazioni così distanti.
Eva è moglie e madre di 5 figli, medico promettente che ha abbandonato il lavoro per fare la “supermamma” a tempo pieno. Caroline,un famoso avvocato, è sposata col suo lavoro e con Philiph, l’uomo e il medico perfetto. Kiki è la più sbarazzina, l’eterna Peter Pan, impiegata in una famosa azienda di design, in piena crisi esistenziale/lavorativa, nonchè costantemente senza un soldo. Al contrario Estelle, gran dame di classe, ha alle spalle un “sostanzioso” patrimonio, per non dire “sfacciato”, spesso più in crisi per una manicure che per altro, ma allo stesso tempo tanto sensibile e generosa. E infine c’è Judith: con lei la sorte è stata poco clemente. Arne, suo marito, il “cow boy” con le camicie a quadri di flanella che tanto ama, si scopre gravemente malato. Gli anni seguenti Judith li passa accanto a lui, in giro per ospedali, visite, e cure di ogni genere. L’ultimo viaggio, al “quarto piano” (il piano dell’ospedale dedicato ai malati terminali) non lo affronta da sola. Le ragazze sono al suo fianco. E al suo fianco intendono rimanere quando, alla morte di Arne, Judith decide di concludere un ambizioso progetto del marito: il pellegrinaggio fino a Lourdes che tanto Arne si era impegnato a percorrere, prima che la malattia lo bloccasse a un passo dalla fine.

Non è un viaggio facile, ma soprattutto non è allettante. A parte Caroline, decisa ad affiancare l’amica contro ogni avversità, nessuna delle ragazze pare accettare l’idea con entusiasmo. Eva per esempio è restia a lasciare la famiglia da sola a casa senza le sue amabili cure, Estelle invece è restia a lasciare gli Hotel a 5 stelle e le comodità che nei precedenti viaggi fatti insieme le avevano accompagnate. Ma ognuna per il bene di Judith alla fine cede, e si prepara a partire.

Questo viaggio prenderà presto pieghe inaspettate per tutte quante. Nuove e vecchie conoscenze torneranno a galla, e soprattutto tutto prima o poi verrà messo in discussione. E nessuno potrà tirarsi indietro, nessuno potrà esimersi dal tirare le somme di una vita intera, e decidere che cosa sia veramente importante.

E ora tocca a me:
E’ un libro ambizioso. L’hanno presentato come un successo di pubblico. E non penso sia stata solo una mossa editoriale. E’ un libro ben scritto, ben pensato. E’ una storia che rapisce, anche se ricalca proprio il pellegrinaggio per svelarsi a poco a poco senza grandi balzi, senza grandi rivelazioni piovute dal cielo. Questo però non esclude grandi stravolgimenti. E’ un mix riuscito. Estremamente piacevole è lo shift tra i personaggi. IL cammino verso Lourdes viene raccontato pagina per pagina un pò da tutte quante le protagoniste.Tutte a modo loro, presentano i propri problemi, e tutte a modo loro usano questo cammino e ne traggono un insegnamento per la propria vita. L’ambientazione è estremamente invitante, anche se si sente la fatica che le ragazze fanno per raggiungere di volta in volta ogni tappa. Fa venire voglia di andare, camminare e scoprire che cosa succederà. Il bello è proprio questo, non succedono cose soprannaturali, solo una lenta introspezione e qualche aiuto le porta a scoprire cose nuove di loro stesse, e credo che sia proprio questo ciò che mi ha appassionata maggiormente.
Non è un libro leggero, per quanto alla fine la storia riveli un intreccio già percorso da molti. Lo consiglierei, lo consiglierei soprattutto perchè vale la pena fermarsi. Vale la pena assaporarlo lentamente, godersi pian piano la storia, senza affogarsi col finale che a mio avviso risulterà probabilmente sottotono rispetto al resto. Quindi un libro da leggere secondo il motto che nel percorso della vita, non è tanto importante l’arrivo, ma forse più che altro il tragitto, il viaggio vero e proprio.

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