LA RILEGATRICE DEI LIBRI PROIBITI (Belinda Starling)

ISBN 978-88-545-0151-5
Pagine 480
Euro 18,00
http://www.neripozza.it

 

————— TRAMA —————

E’ il 1859 a Londra e davanti alla legatoria Damage si è appena fermata una carrozza con le ruote di un rosso fiammante, i fanali dorati e uno stemma sulla portiera. Dalla carrozza è sceso un uomo alto, abbronzato, elegantissimo con la sua redingte nera, il foulard scarlatto, gli occhiali d’oro e il bastone da passeggio sormontato da un enorme rubino. È sir Jocelyn Knightloey che, con la sua cerchia di amici, aristocratici come lui, coltiva il sogno di liberare la società dalle «pastoie del ritegno» e della morale. 

Da quando la legge ha stabilito che è illegale pubblicare e diffondere opere letterarie di genere immorale ma non possederle, sir Knightley e i suoi amici collezionano quei libri proibiti che i puritani dell’epoca vorrebbero bruciare tra le fiamme dell’inferno: il Decamerone, il Satyricon di Petronio, l’Ars Amatoria di Ovidio…
A rilegare quei libri con preziose pelli e fodere scarlatte è Dora Damage, la moglie di Peter Damage. L’artrite reumatica sta deformando e immobilizzando le mani del marito e, in barba a tutte le leggi della corporazione dei legatori che vietano il lavoro alle donne, Dora è stata costretta a prenderne il posto.
Le sue originali rilegature, così morbide e seducenti, suscitano l’entusiasmo di sir Knightley e dei suoi amici, i «Sauvages Nobles». Dora comincia così a rilegare tutte le opere proibite e galanti del gruppo con l’aiuto di Jack, un giovane apprendista, e di Din, uno schiavo nero americano condotto nel laboratorio dalla filantropica e ambigua Lady Sylvia, la moglie di sir Knightley.
Ma non finisce forse puntualmente nei guai chi entra in una «società del vizio»?
Romanzo storico, che ci restituisce perfettamente i conflitti di sesso, razza e classe dell’età vittoriana, La rilegatrice dei libri proibiti ci offre, con Dora Damage, un’eroina moderna che non esita a infrangere le regole e i tabù della Londra del XIX secolo, la città più grande del mondo, in cui gli ideali più nobili si accompagnano alle miserie più sordide.

————————————- Recensione ————————————- 

Devo dire la verità, l’ho comprato l’anno scorso e l’ho lasciato ad invecchiare come il vino. Il risultato non è stato deludente ma mi aspettavo qualcosa di più. Ma andiamo con ordine.
La trama: ben pensata, molto articolata, sicuramente lontana dalla normalità, e per questo apprezzabile. Affrontare quel periodo storico, e incontrare una famiglia così particolare, con una donna che “porta i pantaloni” che porta avanti la famiglia, giorno dopo giorno, con grandi sforzi ma senza perdersi d’animo è stato entusiasmante. Soprattutto la prima metà del racconto mi ha vista concentrata al massimo sui destini della famiglia Damage. Di particolare interesse anche il ruolo di Din all’interno della storia, e le tematiche che solleverà. Dopodichè a mio avviso la narrazione perde molto smalto e ingarbuglia troppo le situazioni, le esaspera per creare suspance, invano.  Le ultime battute del romanzo sono state lette quasi in velocità per finire il libro e passare ad altro, e ciò non dovrebbe succedere.
Direi quasi che la storia scada in una novella molto superficiale.
Personaggi: molti i personaggi interessanti: Dora in primis. E’ una donna emancipata o forse disperata che cerca una soluzione rapida al problema della povertà della sua famiglia. Insomma come sbarcare il lunario. Ha idee brillanti ed è estremamente intelligente. Ci si può immedesimare facilmente in lei, soprattutto perchè vive in pieno il periodo storico in cui è inserita, senza però lasciarsi trascinare dagli altri. PEr i soldi non è disdicevole rilegare libri “proibiti” o forse lo è , ma è più importante prendersi cura della figlia e del marito.
Din è un personaggio chiave della storia, che mi ha affascinata molto. Lui è l’emblema della schiavitù, l’emblema della rivoluzione e della libertà. Racconta particolari della vita da schiavo, parla della situazione reale, così come si presentava nell’800. Ed ha il coraggio di ribellarsi, per essere libero. Non solo: pare essere anche l’unico esponente testimone dell’amore vero, sincero, passionale ma profondo. E’ sua la frase: “L’amore è rinuncia” sta a simboleggiare la sua vita e il suo modo di vedere le cose. Per lui devi essere disposto a rinunciare alla persona che ami, per dimostrargli il tuo amore”..
Sui vari Lord non mi soffermerò, sulla setta di nobili e sulla parte del romanzo meno interessante ho poco da dire se non, che è esagerata, anche se probabilmente veritiera.
Ambientazione: L’autrice ha reso perfettamente l’idea, nulla da obiettare su questa londra di fine ottocento. Sia per quanto riguarda le strade e gli abitanti della città, più o meno raccomandabili, sia per quanto riguarda gli arredi, lo stile di vita e soprattutto la mentalità. QUest’ultima viene fuori prepotente e lampante.
Tematiche: Tutto il libro gira intorno a questo “commercio” di testi proibiti, riservato elle elite, e sullo sdegno che crea a diversi gradi nella protagonista, e soprattutto sul ruolo di questa donna, ruolo maschile che non le creerà pochi problemi. E va tutto bene finchè non si arriva alle ultime battute in cui la narrazione scade più che altro in una fiction superficiale e poco dettagliata. La storia scorre più velocemente e non da il tempo di farmarsi ad assaporare nulla.

CONCLUSIONI: Un libro gradevole fino a metà. Dopodichè cala di livello drasticamente a mio avviso.
L’autrice non è riuscita ad avere il guizzo artistico per un finale diverso che avrebbe sicuramente dato molte chances in più al romanzo di diventare un best seller, perchè la storia di per sè è avvincente e originale.
Non mi posso sbilanciare però troppo verso il basso perchè alcuni spunti interessanti me li ha lasciati in testa.

————————-VOTO FINALE———————–

6/10 

E voi che ne pensate di questo romanzo? Raccontatemi la vostra

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ps: trama e dettagli sono stati presi dal sito della casa editrice
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