focus: IAN McEWAN

Inauguro la nuova rubrica “focus:” con un autore che scopro in questi giorni per la prima volta, IAN McEWAN. Sfogliando uno qualsiasi dei suoi romanzi si capisce che non si tratta di uno scrittore come altri. Vediamo perchè.

Partire dagli ultimi romanzi dei grandi scrittori forse non è mai una buona idea, ma tant’è che mi è balzato in mano “Miele” (il suo ultimo lavoro) e non me la sono sentita di lasciarlo li solo perchè non avevo mai letto niente di precedente. Bè succede che arrivo a metà e mi devo fermare perchè senza sapere nulla di lui non capisco proprio nulla del libro.

Minimaetmoralia.it lo descrive così :

Ian McEwan ha molto talento e possiede quei tre elementi che fanno di lui uno scrittore di libri sempre notevoli: stile limpido, capacità di creare strutture perfette e una ineccepibile preparazione storico-scientifica. I suoi libri scorrono come page-turner, ma sono anche intelligenti, colti, a volte anche comici. Ce ne sono di più o meno intensi, più o meno belli, ma ogni suo romanzo è tecnicamente riuscito.

Di McEwan mi stupisce soprattutto il background storico che impregna ogni vicenda. Per quello ti devi fermare e devi capire da dove viene questo qui. Ed ecco qui:

LA VITA DI IAN MCEWAN

Ian mcEwanClasse 1948, del segno dei gemelli (21 giugno per l’esattezza) nasce ad Aldershot in Inghilterra. Si laurea in letteratura inglese  all’università del Sussex e si specializza in quella dell’ East Anglia con lo stesso indirizzo di studi. Tra l’altro sembra sia stato il primo a seguire il corso di scrittura creativa di Malcolm Bradbury, il famoso critico letterario e scrittore Britannico

La sua carriera di scrittore comincia ufficialmente nel 1975 con la pubblicazione di una serie di racconti intitolato “Primi amori, primi riti”. Continua brillantemente con tutta una serie di premiati e acclamati romanzi dei quali ad oggi troviamo fior fiori di trasposizioni cinematografiche.Non ho intenzione di fare l’elenco della spesa delle sue opere c’è il buon Wikipedia per questo. Ad ogni modo i più famosi sono “Il giardino di cemento” (1978) “Cani neri” (1982), “Espiazione” (2001).

IAN IL MACABRO

Interessante il soprannome che gli viene donato dalle sue creazioni: Ian Macabre. Pare che le atmosfere cupe e le scene truci siano impressionanti per molti. Ecco uno stralcio della sua intervista per Collisioni 2013, in cui si entra in argomento “tematiche cupe nei suoi romanzi”.

Sofferenza o gioia prevalgono nei suoi romanzi?
«Si inizia sempre col dolore, poi, piano piano, emerge la gioia. Esistono solo piccole scintille di felicità, ma sono spesso mischiate con lo stupore e il senso di scoperta, sentimenti capaci di oscurare la positività. Bisogna tenere presente che per un narratore l’inclinazione al romanticismo e alla tragedia non è necessaria. Per esempio: ho vissuto in una città di provincia per molti anni. Quando mi trasferii nuovamente a Londra sentii il bisogno di esprimere la mia gioia: scrissi un romanzo. Ma è rischioso cercare di scrivere la felicità in un romanzo. Solo Tolstoj ci riuscì con Anna Karenina. Di fatto, fino a che scrivevo di stupri e malcontenti i critici mi elogiavano, oggi non mi perdonano per avere scritto a proposito di felicità, come se vi fosse una forte opposizione a osservare la felicità degli altri».

Macabro quindi perchè la parte lo richiede? Macabro perchè si scrive principalmente per esprimere il proprio dolore?

MCEWAN E LA STORIA

Libreriamo parla di un premio che McEwan ha ricevuto recentemente a Pordenone, intitolato “La storia in un romanzo”. Ecco alcuni stralci dell’articolo:

Come si è evoluta la scrittura e il modo di valutare i fatti storici, da Amsterdam in poi, lo scrittore lo spiega affermando che è stato fortunato ad “aver attraversato dei periodi storici molto interessanti. Ma d’altra parte è difficile per me tracciare un percorso della mia scrittura e capire come essa è cambiata”.

“Visto che parliamo della storia – afferma McEwan – devo dire che ho incominciato credendo moltissimo nel romanzo esistenziale, in cui la storia non esisteva, né doveva avere alcun ruolo. E poi, via via, mi sono abbandonato alla presenza della storia nei romanzi. Passando da un inizio in cui credevo che il romanzo dovesse vivere al di fuori dei tempi e dei luoghi del nostro passato, sono arrivato a ritenere che, invece, la specificità del romanzo dovesse essere ben collocata sia nel tempo che nei luoghi, anche avendo ben presente la nostra coscienza comune della storia. Questo, direi, è il modo principale in cui si è evoluta la mia scrittura”.

Non si possono comprendere a fondo i suoi romanzi se non si hanno ben chiari i risvolti storici in cui lui ambienta le sue storie. Per questo ho trovato così tanta difficoltà ad affrontare il suo ultimo lavoro. Ma un background storico se all’inizio spaventa, al contempo dona alla storia un’autenticità fenomenale. Per cui fuori i vecchi sussidiari giovani… E’ ora di ripassare!

Links:
Biografia Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Ian_McEwan
Photo: The Guardian http://www.theguardian.com/books/booksblog/2006/nov/27/isthereaneedforatonementPremio Pordenone: http://www.libreriamo.it/a/2727/ian-mcewan-riceve-a-pordenone-il-premio-la-storia-in-un-romanzo.aspx

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