ATTI OSCENI IN LUOGO PRIVATO ( Marco Missiroli)

Lo scelgo tra gli scaffali per la copertina curiosa. Non mi accorgo subito cosa nasconda quella croce su sfondo bianco. Poi intuisco e penso di posarlo ma scelgo di tenerlo; mi sorprende…

… e scopro un autore che mi coinvolge immediatamente – soprattutto perchè italiano, il che rende il tutto ancora più piacevole. Non so perchè nella mia cultura personale l’autore italiano venga lasciato indietro. Forse che le nostre campagne marketing non siano convincenti come quelle internazionali? Eppure dopo un Mauro Corona che ho adorato, una Chiara Gamberale che mi ha tirato su il morale e un Gramellini che mi ha commossa, animo le fila della patria letteratura con Marco Missiroli, una new entry, che nella mia ignoranza scopro solo alla fine essere un conterraneo – riminese per l’esattezza, romagnolo doc.

 

Ecco cosa dice Feltrinelli della sua creatura che appartiene alla collana Narratori:

Questa è una storia che comincia una sera a cena, quando Libero Marsell, dodicenne, intuisce come si può imparare ad amare. La famiglia si è da poco trasferita a Parigi. La madre ha iniziato a tradire il padre. Questa è la storia, raccontata in prima persona, di quel dodicenne che da allora si affaccia nel mondo guidato dalla luce cristallina del suo nome. Si muove come una sonda dentro la separazione dei genitori, dentro il grande teatro dell’immaginazione onanistica, dentro il misterioso mondo degli adulti. Avverte prima con le antenne dell’infanzia, poi con le urgenze della maturità, il generoso e confidente mondo delle donne. Libero Marsell, le Grand Liberò, LiberoSpirito, è un personaggio “totale” che cresce con noi, pagina dopo pagina, leggero come la giovinezza nei film di Truffaut, sensibile come sono sensibili i poeti, guidato dai suoi maestri di vita a scoprire l’oscenità che lo libera dalla dipendenza di ogni frase fatta, di ogni atto dovuto, in nome dello stupore di esistere.

Ci piace la definizione di personaggio “totale” – anche se non corretta – perchè facciamo esperienza di Liberò fino ad un punto preciso della sua vita, quello dell’età adulta, in cui sembra che tutto ormai sia definito ; ma Marco Missiroli stesso dice in un’intervista per minima&moralia che se gli lasciassimo altri dieci anni scriverebbe di certo un seguito perchè Liberò non è finito li, non è stabile anzi con la parola fine già sappiamo che le cose cambieranno. Perchè fa parte dell’animo umano modificarsi giorno dopo giorno, e in Liberò questa metamorfosi siamo abituati a seguirla quasi con affanno fin dalla prima riga.

E’ un libro ingannevole fin dalla copertina. Nella realtà la “croce” è un quadro nel quale Liberò si imbatte al museo di New York, ma apparentemente è un guscio allusivo di qualcosa che il raccondo in fondo non è. Ci si aspetta un focus centrale sul sesso – squallido e spicciolo – invece troviamo una storia nella quale l’essere umano deve imparare dagli ormoni ad essere, a capire chi è. Il tema sessuale diventa quasi un mezzo per entrare nel mondo per prendere il proprio posto, e finisce con l’essere una cornice naturale, quasi simbolica, più sentimentale che carnale.

D’altronde è anche grazie a questo misunderstanding che il racconto risulta così interessante e profondo. Un’ambientazione Parigina poco convincente in confronto ad una Milano molto ingombrante, rende lo scenario un pò squilibrato ma i personaggi riescono ad alleggerire l’atmosfera. Inoltre lo sviluppo di questo ragazzo viene scandito da un elemento letterario forte – oltre che da tempo, spazio,e sessualità. Il libro come educatore, la lettura come guida intellettuale e non solo.Prendono posto nella narrazione tanti titoli come “Lo straniero” di Camus, “Il deserto dei tartari” e “Un amore ” di Buzzati, ma ancora Nabokov,Hemingway, Vargas, Salinger, Miller, Orwell e tantissimi altri, a testimonianza dell’importanza della lettura, e come invito per i giovani lettori a seguire i consigli di Marie o del signor Marsell che vengono avanzati con discrezione tra una vicenda e l’altra.

E’ un pò quello che ti resta del racconto (per esempio che “il filo del rasoio” di Somerset Maugham è un romanzo che ti aiuta a capire cosa significhi stare in bilico o che “l’amante” di Marguerite Duras è una tecnica vincente, una strategia sicura con l’altro sesso). Liberò fa quello che facciamo noi, prende spunto, impara, assorbe dalle parole dei grandi del passato. Bildungsroman quindi? In buona parte si, perchè il ragazzo arriva all’età adulta profondamente mutato, modificato da fatti ed eventi anche traumatici.

Un buon mix un libro piacevole, personaggi deliziosi, e sdoganiamo finalmente il concetto che del sesso si parli solo per renderlo pornografico e strettamente carnale.

S.

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