RECENSIONE: LA PROFEZIA DELL’ARMADILLO (Zerocalcare)

L’ho comprato perchè ne parlavano tutti. Senza distinzione di genere. Dal salone del libro al dirimpettaio sul treno. Ammetto di essermi sentita diversa. Perchè io non leggevo le graphic novels?

Non avendo motivazioni valide per esimermi, ho acquistato il primo della sua lunghissima serie, durante una sagra di paese ad uno stand di una libreria indipendente chiamata Atlantide. E così è cominciata la mia avventura con i fumetti. Non ho scelto il primo perchè mi piacesse andare in fila, ma perchè non è così semplice capire di cosa trattino le graphic novel. Per cui ho deciso di affidarmi al primo nato di Zerocalcare.

CHI E’ ZEROCALCARE?

Calcare è quel ragazzino disegnato in fretta, uno sbarbatello un pò strafottente, che si pone tante domande come tutti i giovani. Solo che le risposte che crede di trovare le disegna. Quale migliore qualità? 33 anni, Toscano, Aretino per la precisione. La profezia dell’armadillo è il tuo primo volume, autoprodotto. Gli altri hanno fatto un successo inaudito, infatti è la punta di diamante della Bao Publishing, casa editrice specializzata in graphic novels. Alle fiere e ai festival se vuoi un’autografo sul tuo libro devi tipo portarti il sacco a pelo e sostare davanti al banchetto per giorni. Non male per un genere di nicchia molto snobbato e fuori dal mainstream letterario no?

LA PROFEZIA DELL’ARMADILLO

160 tavole più o meno. Una fitta rete di frammenti che insieme creano una storia. Be c’è questo armadillo con un orologio che incombe. Ecco molto di più non posso dirvi. Non perché sia un libro vuoto o senza contenuti, ma perchè come anche il titolo suggerisce, l’armadillo è un protagonista fondamentale di questa storia. Vi toccherà scoprirlo da soli il perchè. E poi c’è Calcare, un romantico nerd molto buffo, la rappresentazione perfetta di un tipico giovane a metà tra la macchietta dello sbruffone, e il disadattato. Perchè diciamolo, siamo un pò tutti così da ragazzi. C’è una storia di fondo: uno sfondo serio e attuale. Ma sta leggerezza, alla fine che cos’è? Esiste davvero?

SATELLITI DELLA LEGGEREZZA

E poi ci sono le tavole che hanno reso Zerocalcare quello che è: sketch talmente esilaranti da farti arrossire, perchè si rischia di scoppiare a ridere mentre si legge, dovunque ci si trovi: in treno, in aula, in fila alla posta. Che sia proprio questa la leggerezza? O meglio, che sia l’antidoto che ha trovato Michele Rech (così si chiama realmente l’autore) a quel mondo che è tanto pesante da sopportare? Non lo conosco e non posso dirlo. Quello che posso affermare con certezza per esperienza, è che io ci ho trovato dentro proprio questo: un antidoto alla paura, alle disgrazie, per esorcizzare quanto di brutto ogni giorno ci circonda. Ben venga quindi una graphic novel, che non si prende troppo sul serio, ma che si pone allo stello livello di quei romanzi impegnati che si trovano spesso sugli scaffali.

Lunga vita a Zerocalcare, e buona lettura a me, che ho appena acquistato il suo secondo volume. Andrò in fila, per testimoniare i cambiamenti che si sono susseguiti nel suo modo di vedere la realtà, nel suo modo di disegnare quello che vede. E buona lettura a chi vorrà dargli fiducia. Non ve ne pentirete.

 

 

 

 

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