RECENSIONE: L’ULTIMA RIGA DELLE FAVOLE (Massimo Gramellini)

Ha campeggiato nel mio scaffale per mesi. Ero stata pure indecisa sul prenderlo o meno. Avevo sfogliato qualche pagina in libreria, e non so, mi sembrava poco interessante. Ma quando è il momento di un libro, è il momento e basta.

Certamente deve avermi preso in un momento delicato, del resto non ho mai pianto così tanto per un libro in vita mia, nemmeno per Audrey Niffenegger e la sua “Moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo”. E dire che consideravo di aver pianto già tanto per quello. Questo ecco, l’ha superato. Ma andiamo con ordine.

La storia è molto semplice agli occhi, quanto simbolica e impegnativa nella realtà. Tomàs è un ragazzo che ha perso le speranze. Vive una vita intrisa di pessimismo, e non riesce a costruire praticamente nessun legame. Si ritrova catapultato in un percorso di “riabilitazione” della sua anima. Sembra quasi una favoletta, e certamente per qualcuno sembrerà banale, ma per chi sa leggere tra le righe, contiene concetti importanti.

Lei è la tua anima, mica un accidente. Se non te ne innamori, non amerai mai niente.

Non è semplice parlarne perché non è stato semplice per me da leggere. Posso dire che io e Gramellini probabilmente condividiamo dolori simili, ed esperienze vicine. Perchè mi ha toccata così nel profondo, da non poter essere lo stesso per tutti. Infatti quando su Anobii ho letto qualche recensione, ho capito che non tanti avessero ben chiaro il significato di quanto letto. In molti cercavano una storia, una trama avvincente, parecchi sono rimasti delusi. Ma Gramellini non è uno scrittore alla Ken Follet. Non sembra importargli scrivere romanzi ad effetto, bensì profonde riflessioni. Non sono una sua estimatrice, mi baso solo sui due lavori suoi che ho affrontato, ossia questo e Fai bei Sogni. Entrambi molto simili, entrambi con lo stesso dolore in evidenza. Diversi però nella forma.

Il sesso e i soldi sono le scarpe che usiamo per camminare sulla vita… L’inganno sta nell’aver trasformato un paio di scarpe nella ragione del viaggio…

Gramellini vuol far parlare il cuore, e il cuore a volte parla attraverso profondi concetti, alle volte tramite allegorie o metafore, in questo caso usa una favola, anzi tante favole per trasmettere. Non vi posso parlare approfonditamente della trama perchè altrimenti non acquistereste il libro.

Posso però consigliarvi di non lasciarvi impressionare dall’incipit, e di proseguire la lettura. Avevo letto qualche pagina appena acquistato e devo aver pensato che non fosse assolutamente il mio genere. Per questo ho aspettato un Project ten Books per aprirlo davvero. Le prime impressioni alle volte sprecano le occasioni. Ma sono certa che questo sia un libro che debba essere impersonato. Se condividete con il protagonista qualche punto della sua esperienza sarà molto più facile farsi prendere. Bè, a quanto pare io ho fatto l’amplein.

Scegli tu il destino che preferisci. Ma smetti di cercarlo fuori di te

Questo viaggio strano, a volte buffo, altre grottesco, mi ha permesso di leggere nero su bianco alcune cose importanti riguardo la vita, l’amore, le persone. Da questo libro posso dire di essere stata cambiata. Ho cominciato a dare ascolto alle parole che ho letto. Piano piano sto tentando di trovare la mia strada, il mio destino. Mi ha aiutata a cambiare prospettiva, e a cercarlo dentro di me.

 Da piccole cose come lo scegliere dove passare la pausa pranzo, invece che seguire i colleghi al solito bar, decidere se voglio thè o caffè la mattina, scegliere una meta per il week end che mi sia congeniale, con il rischio di dover partire zaino in spalla da sola con un buon libro. Fino ai tentativi meno riusciti ma non per questo non importanti di relazionarmi con le persone seguendo il mio istinto. Ecco, L’ISTINTO. Siamo nascosti dietro i nostri smartphone, in balia delle cose che accadono, abbiamo perso il nostro intuito, la nostra capacità di orientarci in questa vita che ci butta a terra ad ogni ostacolo. Sto tentando di curarmi di questa mia parte grazie a questo libro. Dite poco?

Non è un romanzo in verità, è più un saggio travestito. Ma non spaventatevi, i saggi non mordono 😉
E il primo libro del mio Project Ten Books è andato. Sotto con il prossimo!

Buona lettura

S.

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