Recensione: NORTHANGER ABBEY (Jane Austen)

Northanger Abbey arriva con piacere in cima alla mia lista di lettura, e spezza dopo tanti mesi il mio blocco del lettore. Evidentemente dovevo aspettare questo libro…

PICCOLI TESORI NASCOSTI:

Si tratta di un’edizione molto vecchiotta, un “Wordsworth Classics” in lingua originale che ho scovato a Londra in una delle ultime librerie dell’usato di Charing Cross Road più di 10 anni fa, poco prima che quella strada venisse interamente invasa dalle multinazionali. In onore di una (dis)avventura coi fiocchi, l’ho ripreso in mano. Non finisco mai i volumi acquistati in viaggio. E’ un po’ come se rimanessero nel posto in cui mi hanno colpita, prigionieri di quei momenti che ho vissuto, senza possibilità di ritorno. Ma per Jane Austen si deve fare un’eccezione. E dopo Persuasione ho attaccato con questo.

CATHERINE MORLAND:

Catherine Morland è una ragazzina, che viene catapultata nel centro del divertimento di Bath per una vacanza. Per una diciassettenne di campagna, balli, vestiti e belletti, sono una novità. Così come una novità sono i ragazzi che cominciano ad accorgersi di lei. Vedrete la giovane destreggiarsi nel mondo reale, con personaggi reali, con la sua ingenuità di bambina, ancora legata alle storie che legge e al suo mondo di fantasia, affrontare le sue (dis)avventure, con il temperamento di una delle donne di Jane Austen, determinata e di animo buono. E c’è un Mr Darcy anche qui ovviamente (che non si chiama Mr Darcy, ma che ne ha tutto l’aspetto).

IL BRUTTO ANATROCCOLO:

E’ il suo romanzo meno considerato e di minor successo. E a riguardo sono concorde per metà. Per un dovuto omaggio alla scrittrice preferita della Austen, Ann Radcliffe, la maggior parte del testo si compone di elementi rubati al Gothic Novel, che letteralmente infestano le pagine. Lo rendono difficilmente digeribile a chi come me odia il genere. D’altro canto nei tratti in cui l’autrice torna in primo piano, mi sono ritrovata, come sempre, trascinata da amori d’altri tempi, corteggiamenti discreti e intensi allo stesso tempo, sentimenti celati, occhi che parlano e tutte quelle “smancerie” da donna che ci piacciono tanto. 🙂

SPOILER (SI FA PER DIRE):

Giuro che non lo faccio per cattiveria, ma i suoi romanzi finiscono davvero sempre così. Se però facciamo finta che la trama dei suoi lavori non sia scontata e già scritta, troveremo in Northanger Abbey un intrattenimento talmente piacevole da farci dimenticare per un attimo che abbiamo cominciato un libro che già sappiamo come si chiuderà. C’è chi la legge perché sono storie che riempono il cuore, chi perché l’ambientazione è insuperabile, chi perché Jane Austen è simpatica.

PERCHE’ LEGGERE JANE AUSTEN DUNQUE?

Io leggo Jane Austen quando ho bisogno di un pò di romanticismo (che ultimamente nel mondo reale latita) e soprattutto perché ha uno stile unico. A tal proposito, vorrei consigliarvi di evitare le traduzioni dei suoi lavori: se avete la conoscenza della lingua adeguata per godervi il testo originale, non abbiate paura. Perché vi giuro, si passa ad un altro livello. E’ ironica, fresca (e siamo nell’800, cioè, voglio dire, quanto fresca potrà mai essere una dell’800?Eppure!) e’ spiritosa, intensa, a volte pesante, ma originale al 100%. E tutto questo nelle traduzioni spesso si perde.

NORTHANGER ABBEY AL CINEMA:

Ne hanno fatto un film nel 2007, ma lasciatelo perdere. Si discosta dalla trama in svariati punti, e non apporta nessun miglioramento rispetto alla narrazione del romanzo. E se posso permettermi, per quanto io non mi intenda molto di cinema, è fatto pure maluccio.

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